Architettura

L'insediamento urbano
Ubicato alle falde della montagna (Corrasi e Carabidda) la cui parete rocciosa si cala a picco costituendo una quinta naturale sul lato Sud-Est, il centro abitato di Oliena si adagia su un territorio notevolmente accidentato, con forte pendenza (circa il 20%) verso Ovest. La configurazione che ne consegue assume la caratteristica espressione a gradoni. Il tessuto urbano appare suddiviso dal rio Golathi, semplicemente «su rivu» (il rio), in due rioni principali: «Sa Banda manna», il più grosso, sulla sinistra guardando il Supramonte, e «Sa Banditta» sulla destra; in essi possono individuarsi numerosi altri rioni secondari.
La toponomastica storica, ancora oggi di uso corrente fra gli olianesi, consente di individuare un centinaio di piccoli rioni che fanno capo prevalentemente alle numerose chiese (attualmente ne rimangono undici) distribuite con equilibrio su tutto il centro abitato.
Lungo la periferia Nord scorre un altro piccolo corso d'acqua, «Su riveddu», che stacca il quartiere di San Francesco e Santa Anna, senza soluzione di continuità; infatti questo quartiere fa corpo con quello di «Sa Banda manna» e il corso d'acqua è visibile solo negli orti che vi si attestano come cortili degli edifici che sorgono nelle immediate vicinanze.
Nel settore di destra, «Sa Banditta», è riconoscibile il vecchio e povero rione «Sa Teria», costituitosi fra il Seicento ed il Settecento con la confluenza di una parte degli abitanti del distrutto villaggio di Locoe che, si dice, vennero cacciati da Orgosolo.
La maglia viaria appare molto irregolare, ma in essa è facilmente riconoscibile la rete principale, costituita in sostanza da tre assi ortogonali che si aprono, oltre la quinta naturale di S-E, verso Nuoro, Dorgali e Orgosolo.
Sull'asse trasversale, Orgosolo-Dorgali, confluisce una fitta rete di strade strette e ripide che, seguendo le linee di massima pendenza, distribuiscono alle diverse unità abitative.
I lotti residenziali, evidenziati dalla rete viaria, hanno forma complessa, irregolare e costituiscono piuttosto un agglomerato accorpato di unità semplici servite prevalentemente da un cortile interno. Ad esso si accede dalla viabilità principale con diramazioni che seguono le curve di livello, attraverso passaggi carrabili voltati o architravati.
Le architetture spontanee, semplicemente determinate da concetti di base ben radicati nella cultura locale e strettamente connessi con il singolare modo di vivere, riservato e allo stesso tempo comunitario, costituiscono la caratteristica principale del tessuto urbano di Oliena.

Testo di Michele Pintus


La crescita urbana
Nel corso degli ultimi due secoli e comunque sino alla metà del Novecento, la struttura urbana di Oliena si è conservata senza sostanziali modifiche, come si può rilevare dal raffronto della cartografia storica: catasto De Candia (1846), vecchio catasto (1900), nuovo catasto (1932).
Il fenomeno progressivo di saturazione edilizia del centro abitato ha mantenuto inalterati i tracciati viari che delimitavano sazi originari ad uso misto: abitativo, agricolo e pastorale. È ne successivo cinquantennio (cartografia I.G.M., 1962, EIRA, 1970, attuale) che l'edilizia residenziale ha avuto un notevole sviluppo, operando secondo canoni architettonici quasi sempre completamente differenti da quelli esistenti nel suo centro storico.
La crescita ha seguito direttrici preferenziali imposte dalle condizioni geo-altimetriche del territorio. Il vincolo imposto dalla barriera calcarea del Supramonte e dal compluvio dei corsi d'acqua che attraversano il paese (rio Golathi e su Riveddu) ha guidato l'espansione secondo tracciati viari principali. La forma accorpata del centro originario si è quindi aperta a stella con tre punte orientate secondo i poli di interesse determinati dai centri più vicini, Nuoro, Dorgali e Orgosolo, con maggiore o minore intensità abitativa in relazione all'influenza esercitata dal polo. Tale espansione, individuata nelle tre direttrici principali, è in realtà priva di una polarità propria; per i servizi e i centri di aggregazione è del tutto dipendente dal vecchio centro. Esso permane come sede di poli principali d'uso collettivo, come la chiesa parrocchiale ed il comune, e come centro vitale, punto di raccordo e di incontro per l'intera popolazione.
La parte nuova del paese, che ricorda i modelli della periferia urbana, gravita ancora e vive parassitariamente accanto al vecchio centro pur assicurando vantaggi qualitativi e funzionali dal punto di vista abitativo. La moderna concezione degli spazi interni destinati alla residenza con ambienti disimpegnati e sufficientemente serviti, esercita una forte attrazione, con la conseguente tendenza ad abbandonare la vecchia casa e ricercare nuovi spazi da edificare.

Testo di Michele Pintus
 

Data di ultima modifica: 09/02/2017


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