Itinerari archeologici

Le testimonianze archeologiche sono numerosissime per tutto il territorio, con diverse categorie di monumenti, che abbracciano un arco di tempo dal Paleolitico Superiore al Medio Evo.
I monumenti si trovano con maggiore frequenza nelle zone interne e sono in genere testimonianza di insediamenti che assumono importanza soprattutto attraverso i commerci. Nell'ambito della copiosa documentazione archeologica sono stati indicati i monumenti, ritenuti più significativi al fine di individuare itinerari cronologici, illustrati nella mostra con pannelli esplicativi. La correlazione tra il catalogo e la mostra tende, attraverso i rilievi, le foto, e la cartografia, a fornire un quadro generale della «archeologia» distribuita sul territorio.


Età preistorica.

Le prime tracce umane accertate, risalgono al Paleolitico Superiore, con la grotta Corbeddu (Oliena). La Grotta del Bue Marino (Dorgali, IV-III millennio a.C.) è interessante per la presenza su una parete della roccia, di incisioni che rappresentano figure schematiche antropomorfe maschili, una coppella emisferica e due cerchi con una coppella al centro. Le figure sembrano erette, alcune sono isolate, gran parte formano un gruppo compatto, e talvolta sono simmetriche. La scena è interpretata come «oranti verso il disco solare».
Seppure molto distante territorialmente dalla Grotta del Bue Marino, la tomba dell'emiciclo di Sas Concas (Oniferi) presenta petroglifi simili per schema, ma differenti perché capovolti ed essendo stati scolpiti in una tomba di cultura Ozieri sembrerebbero ascrivibili forse a tempi posteriori a tale cultura.
Durante il periodo nel quale si diffuse la cultura di San Michele di Ozieri, si è sviluppato un tipo particolare di sepoltura collettiva, legata al fenomeno del megalitismo presente in tutto il Mediterraneo e nel Nord Europa. Questo meglio si esprime nel dolmen a corridoio di Motorra (Dorgali) costruito in basalto del luogo. La camera sepolcrale è formata da un giro di otto lastre, sul quale poggiava la copertura di un unico lastrone, mentre il corridoio era composto in origine da quattro pietre ortostatiche.
Sempre all'orizzonte di cultura Ozieri appartengono i menhirs di San Michele di Fonni. Queste pietre fitte sono interessanti perché stanno, come altre, in prossimità o sul margine di antiche vie di transumanza, e potevano avere oltre che una funzione di culto anche quella di segnale e luogo di sosta di viandanti e pastori.
Di diversa funzione sono invece i 12 menhirs di Biriai (Oliena) inseriti in un'area interessata dalla presenza di un luogo di culto con struttura a terrazzi ascrivibili alla cultuta di Monte Claro. Nella vallata sottostante Punta Biriai, si trova il riparo sotto roccia di Frattale della cultura del vasto Campaniforme, per il rinvenimento di cocci di questa cultura. Il riparo costruito su un enorme masso
granitico, è caratterizzato da una serie di incisioni. La maggior concentrazione di petroglifi è sulla lastra pavimentale con figure geometriche disordinate: cerchi, figure quadrangolari singole o associate e una coppella. Potrebbero rappresentare figure idoliformi o la pianta di un villaggio. Questi schemi ci riportano agli altorilievi scolpiti su blocchi di basalto in località Sa Icu (Dorgali). Essi rappresentano una sorta di planimetria di un complesso urbanistico.

Testo di Andreina Catte
 

Data di ultima modifica: 09/02/2017


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